martedì 29 marzo 2011

Riverside

"Look at the stones on the river bed"
 Viaggiatore,
         oggi mi sono imbattuta in Agnes Obél e in Riverside. Dopo aver ascoltato la canzone ho cercato il video già immaginando una classe ripetuta dalle note alle parole fino alle immagini.
Tutto rievoca le passeggiate in riva al fiume quando guardi l'acqua scorrere e senti i tuoi pensieri perdersi in quei rumori dolci e calmanti. 
Mi piace raccogliere le pietre sulla riva, levigate da anni di ininterrotti scontri incontri.
Pietre che hanno visto vite, che si sono smussate nel tempo, perdendo i loro spigoli e assumendo quella dolcezza e delicatezza che le rende, a prescindere, preziose.
Rigirando nella mano quelle forme e guardandole penso a me, a noi, a come la vita ci smussi gli spigoli. Rimaniamo sempre della stessa forma, conserviamo il colore, la consistenza e il cuore...solo l'esterno viene pian piano levigato, è come se alcune parti si sublimassero e diventassero curve di un nuovo sentiero.
Diventiamo armonici con noi stessi e apparentemente più piacevoli e maneggiabili dall'esterno...ma avete mai provato ad incastrare due cerchi? Si toccheranno in un punto ma non si incastrearanno. Le curve possono combaciare ma è raro. La morbidezza rende armonici e apparentemente più accomodanti ma in un certo qual modo tiene le distanze. Le curve poi hanno una resistenza maggiore agli sforzi, uno spigolo è un punto delicato e se sforzato può cedere, fare una breccia verso l'interno e la divisione.
Levigandosi proteggono meglio l'interno, il cuore più prezioso e puro.
Pietre bianche, nere, verdi....di ogni colore e forma...dolci, pure, perfette nella loro resistenza al mondo...e misteriosamente proteggono se stesse.

giovedì 24 marzo 2011

Viaggio al Nord




I viaggi sono i viaggiatori 
Fernando Pessoa





A brave parto, un viaggio di due giorni, verso il Nord, sperduto e apparentemente freddo. 
Ne sentivo il bisogno e questo improvviso andare che fino a ieri non era nemmeno programmato e nei pensieri mi fa sentire bene. Per una serie di coincidenze parto da sola e il tragitto fino alla meta è una mezza odissea (una macchina, un aereo, due treni, un autobus)...ma quanto amo questo fatto?
Come dicevo anni fa soffro lo zugunruhe e ne soffro ancora...e questo è uno dei due periodi dell'anno in cui più si fa sentire...
Sono emozionata, non vedo l'ora che sia quella data. Perchè amo il fatto stesso del viaggio, del movimento.
L'atmosfera dell'aeroporto, della stazione ferroviaria, i treni pieni di gente con vite loro e che ti permettono di vedere e assaporare paesaggi che non sono tuoi, che restano, per quanto civilizzati, selvaggi ai tuoi occhi.
Essere italiana e non farlo sapere, muoversi nell'abitudinarietà delle altre persone, tu unico elemento di disturbo, non armonico e al contempo inconsiamente adatto all'immagine, al frame della vita.
Solo tu sai di essere un elemento "fuori dal coro".
Questo viaggio mi piace perchè porta in un paese sperduto, un paese che quasi nessun turista visiterebbe, sperduto al confine fra due nazioni, dimenticato a dormire sul Mar del Nord. L'ultima volta che sono stata in un posto simile è stato... fatico a descrivervi una cosa se non l'avete mai provata e se l'avete provata capirete. Quando siete da soli e camminate in paesi piccoli e nuovi e siete in silenzio, solo voi e i vostri abiti, una borsa normale per confondersi. Chi vi passa accanto non può sapere che siete stranieri, che non venite da lì e quindi non vi bada. E il paese ignoto è lì per voi, con il suo fascino privo di elementi da "guida turistica" ma con la semplice bellezza di un paesaggio umano. Sono nuove scoperte, nuove immagini che riempiono lo sguardo, che gli danno vita. E' un altro anonimato. E' un bimbo che impovvisamente vede i peschi in fiore. E la scintilla di qualcosa di nuovo. 
Pregusto già il mio posto sul treno vicino al finestrino, la musica o il semplice rumore delle rotaie e la città...la periferia...i campi...il paese...i campi...il paese...il mare...







mercoledì 16 marzo 2011

Mantra e rosari

"Ora pro nobis" "Aum"

Viaggiatore, l'altro giorno ascoltavo il rosario condiviso per la morte di mia nonna.
Non ho mai frequentato la parrocchia e sugli argomenti religiosi, come su molti altri, ho una mia particolare visione vicina all'agnosticismo ma fondamentalmente liberarle e nel rispetto delle altrui scelte sempre nei limiti della non lesione delle singole personalità. Ma non è questo quello di cui volevo parlare.
La riflessione nasce proprio dalla partecipazione al rito del rosario (credo fosse la prima volta) e da delle considerazioni condivise in famiglia subito dopo.

Quelle litanie pronunciate con voce profonda e bassa, la ripetizione della stessa formula, i 50 epiteti per definire Maria e i 50 "prega per noi"... sono un rito. Sentirli mette in connessione con i proprio pensieri e con se stessi esattamente come i mantra condivisi da altri riti.
L'Ohm non è altro che una forma diversa della parola "Amen" in una lingua diversa.
E l'effetto della litania è lo stesso, nel movimento delle parole e nelle sonarità basse, gutturali, nelle ripetizioni si procede con quella regolarità del respiro con quel cadenzare che serve a dare "stabilità", tranquillità e sicurezza.
Sono certa che se chiedessi di fare yoga dicendo "prega per noi" invece di "ohm" una buona parte delle persone mi guarderebbe allibita e mi lascerebbe lì da sola, indignandosi per la richiesta poco "democratica e aperta". E' questo che intendevo con il mio essere liberale.
Non voglio entrare nel merito del cattolicesimo e della chiesa, non voglio nemmeno sfiorare quell'argomento che è talmente complesso da meritare un blog solo per sè.
Mi piace però notare la comunanza donata dalla parola e dalla voglia dell'uomo di trovare pace e armonia.
Ricordavamo in casa i periodi in cui le donne, la sera, si ritrovavano a far filò e ogni filò era preceduto dal dire il rosario insieme mentre si cominciava a lavorare alla maglia insieme...non era forse questo un modo di entrare in quello stato di rilassatezza, di interiorizzazione e pensieri che poi avrebbe aiutato nelle chiacchere lascive successive?
E ora, si organizzano sessioni di yoga al tramonto di fronte al sole che cade (sempre con lo stesso colore arancione di un fuoco nel camino) e si eseguono dei gesti insieme e si pronunciano i saluti sanscriti o indiani che hanno le stesse tonalità basse, gli stessi suoni...per poi sciogliere le posizioni e chiaccherare un po'.
Prendiamo i suggerimenti degli psicologi emozionali, dei life coacher, che ti dicono di ripeterti una decina di volte con voce basse frasi del tipo "va tutto bene e andrà sempre di bene in meglio", "trovo la sicurezza in me stesso" "io posso amare"...provate, sedetevi o distendetevi e cominciate a dire con scadenza precisa e voce bassa monotòna queste frasi...
non vi torna alla mente un fuoco nel camino e tante donne che parlano con in sottofondo il rumore dei ferri da calza?

Le forme e i principi che stanno dietro tutto sono sicuramente diversi ma le persone sono semplici e in molte non c'è cosciente malizia ma ricerca di soddisfare un bisogno di interiorizzazione e pensiero.
A volte bisognerebbe staccarsi un attimo da tutte le dietrologie che nascano spesso in questi casi e guardare con tranquillità ai gesti capendo che forse sono solo modi di soddisfare un bisogno.

Ora concludo lasciando a voi il mio "mantra personale"...senza pensarci me lo ero creato da sola nei momenti in cui trovavo difficoltà all'università, i momenti in cui tutto mi sembrava enorme...
ecco a voi
"anche la stella più lontana è comunque vicina"