lunedì 29 aprile 2013

Casa "da studente"

R: Come ti vedi fra dieci anni?
D:...
R: forse è troppo, fra cinque? Puoi dire qualsiasi cosa, anche su una spiaggia tropicale..
D: stavo appunto per dire "in giro"...
la domanda mi ha fatto pensare a casa mia. A volte penso che una persona che entra da me non capisce chi sono, non evince i libri che leggo, la musica che ascolto. E' spoglia, un tutto precario. Dai miei, da loro, ho ancora libri, fogli e carte...ci ragionavo e ho pensato che mi piace così. Mi piace l'idea di poter partire domani senza avere nulla, una casa che non faticherei ad abbandonare, che non sia un punto così fisso da impedirmi di girarmi e sparire.
R: il mondo si divide in nomadi e sendentari. Nomadi si sentono bene con nomadi...tu sei nomade...e sei qui, se tu non lo fossi noi non ci saremmo nemmeno "annusati". Cosa credi che sia più difficile per te: partire o restare?
D: partire, ho l'impressione che non ne avrei mai il coraggio...
R: ne sei sicura?
D:...
R: se domani ti offrissero un lavoro all'estero dicendo che devi essere là entro un mese andresti?
D: si...
R: un nomade fatica a mettere radici non a partire. Ma puoi anche arredare casa tua, riempirla di libri e cose che facciano vedere cosa sai...alla peggio chiamerai una ditta di traslochi.

mercoledì 24 aprile 2013

Setting

La manopole vengono settate su ritmi e rumori che a volte conosci, altre meno.
Alcune riesci a modularle. Altre provi con tenacia e accanimento. Sembrano incastrate in ingranaggi posteriori ignoti che pian piano studi per riuscire a smuoverle di quel qualche grado...
chissà se esiste il settaggio perfetto.