venerdì 11 aprile 2008

La vita è fatta di momenti...mah...penso sia una frase fatta...come una miriade di altre delle quali però non possiamo esimerci dal valutarne la validità...compromessi, orgoglio, tornare sui propri passi...tutti assiomi, tutte frasi sparate agli amici o che ci vengono sparate in faccia per dare un senso alle vicissitudini...Per me invece è tutto circostanziale...la gente ci resta sempre male quando venendo a scoprire loro comportamenti scorretti nei confronti di terzi mi comporto esattamente come se non li avessi mai sentiti...ma per me è così, quello che una terza persona mi racconta di qualcuno conta poco...non sta a me giudicare soprattuto per situazioni che non mi comprendevano...c'è una vasta gamma di sfumature nelle relazioni fra due persone...c'è una vasta gamma di sfumature tra me e qualsiasi altro che credo sia impossibile comunicarle...quindi, raccontatemi ciò che volete su chiunque...vi ascolterò senza ombra di dubbio ma se lo fate per sortire una mia qualche reazione beh...avete sbagliato...per me conta solo e solamente come qualcuno si comporta nei miei confronti...d'altra parte è l'unico aspetto su cui io possa avere una qualche parvenza di certezza...i rapporti sono sempre a due a due...non tre, non mille...a due a due...ci sono io e ci sei tu...basta...
ultimamente mi sono trovata a rivedere le mie valutazioni su qualcuno spesso, quasi al punto di chiedermi se davvero penso di essere brava a capire le persone...beh ho concluso che in realtà non sono io a non essere brava ma le persone che hanno mille sfaccettature...e io stessa ho mille sfaccettature...quindi le combinazioni fra tutte le casistiche diventano infinite...ed è questo il bello...la variabile sempre in gioco che ci permette di continuare a vederci e parlarci senza mai sentire di conoscerci bene...ma sempre con quel sapore di nuovo in bocca...
mi piace essere spiazzata...è quello che adoro dell'essere umano...l'imprevedibilità...perchè in fondo siamo tutti persi nei nostri flussi mentali e quando questi si scontrano possono nascere interi universi...

giovedì 10 aprile 2008

10

"Il brutto è tragicamente più bello del bello poichè documenta il fallimento umano"

Viaggiatore ti sei mai soffermato a guardare qualcosa che ritieni veramente brutto? Forse lo hai fatto senza accorgertene ma quasi sicuramente lo hai fatto e probabilmente non per criticare o per voglia di sfidarsi ma solo perchè la vista ti suscitava sentimenti intensi quanto il guardare qualcosa di bellissimo. A me è capitato anche di incantarmi e partire con il mio flusso di pensieri su quello che vedevo...probabilmente la conclusione a cui giungevo non era tanto il fallimento umano ma la tragica bellezza del brutto...c'è quel sentore di irrimediabile e compiuto che ti lascia un senso di impotenza...è il cercare di trovare comunque un barlume, un fragile segno di bellezza, un qualcosa che renda valore ai tuoi occhi e sentire che non è possibile...ciò che è brutto resterà tale...muto e indefesso nella sua presa di posizione...resterà lì di fronte al mondo come a dire: "sono qui e non sono bello e mi hai fatto tu...eccomi qui...e adesso vediamo come ti comporti"
Ed è nella lotta di sentimenti che genera dentro di noi che trova una spiegazione...è nel sentirsi in un certo qual senso colpevoli del nostro sguardo perchè ci sembra di rimarcare la bruttezza guardandola ma d'altra parte sappiamo che non guardare risulterebbe più innaturale del farlo e non vogliamo passare per innaturali...ma non sappiamo come gestire il nostro viso, siamo perfettamente consci che non ne abbiamo il controllo e ci sentiamo confusi fra pietismo, tristezza, finta indifferenza e una miriade di altre sensazioni non commensurabili...
ed è qui in questo universo di percezioni che il brutto trova la sua rivincita...il bello non riuscirà mai a gettarti più nel caos perchè gli manca la più totale tragicità...non riusciamo a commensurarlo perchè è difficile aver provato qualcosa di simile mentre il tragico...oh lui sì che lo abbiamo provato e possiamo sentirlo...

mercoledì 9 aprile 2008

...dimmi...

L'eco delle parole, lo strascico delle frasi...la parole interpretate...perchè sento...perchè nonostante anni di addestramento ancora sento...credevo di aver imparato a congelare ogni reazione e ogni muscolo bloccato per non far vedere, per non far trasparire e poi anche per non provare...le mie difese costruite con tanta fatica...aggiungendo strati di ghiaccio su strati di ghiaccio...barricandomi dietro in attesa che tutto passi...forse è un vizio, forse è solo perchè se veramente messa alla prova posso dimostrare quanto freddo posso tenere...forse perchè non cerco davvero chi superi le barriere ma chi mi permetta di rafforzarle...perchè se nessuno può ferirmi ho vinto davvero...se nessun sentimento mi può colpire sono a posto per sempre

venerdì 4 aprile 2008

Decidendo

Viaggiatore...quante decisioni prendi tu nella tua vita quotidiana? ...Tante, troppe...non fraintendermi...mi piace avere la possibilità di decidere...mi permette di credere che sono io a gestire le cose...ma a volte è così difficile e struggente...come si può quantificare la distanza fra un sì o un no? a volte è così netta da non sembrare nemmeno plausibile scegliere una delle due...a volte però...spesso ultimamente, sono vicini...Sapete distinguere l'inizio di un cerchio dalla sua fine? ecco quella è la distanza...è cercare di quantizzare in un sì o no una gamma infinita di sfumature, un'infinità di diversi destini futuri che ti aspettano...è come se venisse chiesto di decidere del futuro semplicemente lanciando una moneta...
la cosa peggiore è quando sai bene che nessuno può consigliarti...è solo una questione di "sentirselo" ma nonostante questo ogni commento ti getta nel dubbio...ti fa pensare e rimuginare e ripensare...e agonizzi nel limbo delle risposte...e non è che tu sia realmente indeciso su cosa dire...oh no, non è così...tu sai benissimo quello che vuoi rispondere...e sai benissimo anche che lo farai...è solo che tardare la risposta ti lascia la possibilità di accarezzare come plausibile un diverso destino...ti permette di lasciar vagare la mente come se tu fossi un bambino e già solo il pensarlo è come se un po' lo vivessi...quando darai la risposta definitiva chiuderai una porta alle tue spalle e punto e stop...
Chi siamo alla fine se non il risultato delle nostre decisioni? e chi può dirci se furono giuste o sagliate? Nessuno...perchè poi giusto o sbagliato non esiste nemmeno...esiste la parola diverso che nasconde in sè una gamma di implicazioni indescrivibile...diverso...diverso...diverso

martedì 18 marzo 2008

...crepe nei muri...

Le persone mi hanno sempre rimproverato di essere fin troppo capace di tagliare i ponti...così, senza dire nulla e senza un apparente concreto motivo chiudo tutto...raccolgo le mie cose e via...
Il motivo in realtà c'è sempre ed è sempre concreto, è covato nel tempo ed è cresciuto come una bestia annidato in me...poi esplode...ad un certo punto, improvvisamente, cala la barriera che lo rendeva latente e le crepe diventano insopportabilmente visibili...
Comincio ad indagarmi sulle mie sensazioni, su ciò che mi viene comunicato, sui perchè e sui per come e da lì comincia a scorrere il tutto fino all'inevitabile caduta...bum...
Forse sbaglio ma a volte la fame di comunicazione insoddisfatta diventa talmente importante che mi sembra di morire...a volte forse il distacco è legato alle mie insicurezze, alla mancanza di fiducia e di autostima...a volte o forse sempre...chi lo sa...
forse prima o poi qualcuno riuscirà a trattenermi...nel frattempo vago...alla ricerca di muri senza crepe...

martedì 4 marzo 2008

Temporalesco

Oggi c'è il classico cielo da temporale...di quel grigio surreale che ti fa credere possa improvvisamente aprirsi e farti vedere l'ira divina abbattersi. La primavera preme per uscire e l'inverno non vuole cedere all'inesorabile destino che lo compete...tutto è alla ricerca di un equilibrio o dell'illusione di equilibrio...perchè questo è. Cerchiamo tanto la stabilità, le certezze e di trovare un nostro modo di essere in pace e tranquilli...ma quante illusioni ci facciamo in questa ricerca. Non esiste l'equilibrio, si può averne una parvenza, si può pensare di raggiungerlo o di esserci già ma solo perchè non è ancora arrivato quel qualcosa che ci scardini l'esistenza...fatichi tanto per crearti un tuo bozzo e sacrifichi e chiudi inconsciamente delle porte convincendoti che è il modo giusto per preservarsi...ma non è così...forse non sarà oggi o domani ma prima o poi ti verrà presentato il conto...prima o poi ti rendi conto che non è possibile cercare di salvarsi...la realtà è che non esiste un equilibrio...siamo tutti in bilico...solo il non sapere cosa ci aspetta domani ci fornisce la parvenza di essere stabili, le abitudini quotidiane ci coprono dandoci l'illusione che tutto proseguirà così com'è. Quale immane illusione per la quale sacrifichiamo anche ciò che di puro ci viene offerto...Noi crediamo di poter cambiare le carte, di poter fare girare il mondo come vorremmo ma siamo solo in balia del destino e la parte che ci compete nel gioco è solo l'ombra di ciò che effettivamente implichi la nostra presenza...non siamo che una sfumatura sul tabellone, una frase in una pagina e spesso ciò che ci lasciamo alle spalle nella ricerca è probabilmente il mezzo che ci sarebbe più servito, il legame che avrebbe fatto la differenza...quando ce ne accorgeremo troveremo il vuoto dove prima c'era una certezza.

domenica 2 marzo 2008

I parenti

Capita almeno una volta all'anno o, come nel mio caso, molto più di rado che ci sia il classico incontro con tutto il parentado...capita così fra capo e collo...quest'anno anche con davvero poco preavviso, una sorpresa...molti l'avrebbero presa come un sacrificio in piena regola ma per me non è così...adoro rivedere i parenti e mi sono simpatici tutti....sarà che siamo una famiglia molto particolare o forse è solo che, per quanto tempo tu non li veda, sai sempre che c'è un legame di sangue che ci rende tutti vicini...e i compagni che non presentano nessun legame vero sono invece vincolati dall'aver scelto di condividere l'esistenza con qualcuno della famiglia e diventano complici di un mondo nuovo. Noi siamo ironici, maliziosi e sfrontati e questo fa sì che le battute fiocchino e nessuno se la prende...sono tutti zii e cugini anche se in realtà non sapresti nemmeno bene tu definire esattamente il legame che si ha sull'albero genealogico. E' così, li rivedi dopo tanto tempo e ti rendi conto di come cambia la vita. Oggi, forse complice la giornata bella ma ventosa mi guardavo attorno e, ripensando all'ultima volta che eravamo tutti attorno ad un tavolo, mi è salita un po' la malinconia...come cambiano le cose, i più anziani non ci sono più fisicamente fra noi...mio nonno non è più capotavola...e i più giovani giocano nel parco, copie esatte dei loro genitori e con i tipici tratti della famiglia...capelli biondi ed occhi azzurri...e per quanto si siano ostinati a sposarsi con persone dagli occhi scuri i figli sono e restano biondi con gli occhi chiari...un imprinting familiare difficile da togliere...E' l'evoluzione no? il continuo proseguire della vita...il cambiamento che prende forma e si fa atto fisico e presente. Così si ripensa con dolore a dove tutto è iniziato, ai capostipite. Con i più anziani, si ricordano i gesti che hanno segnato un'esistenza...quelle caratteristiche che distinguono il carattere e che vengono narrate di generazione in generazione diventando simboli di un modo d'essere. Si ripensa a quando andavano in giro per i campi e la loro fama era legata alla bellezza e all'astuzia...si ripensa ai gesti di umile orgoglio, all'alzarsi in chiesa nel mezzo della predica per dare al prete del bugiardo, si ricordano questi gesti affinchè possano essere di monito per i più piccoli...perchè crescano con l'idea di avere alla spalle una generazione di persone sempre contro corrente, che hanno fatto sentire la loro voce, alzandola in mezzo al silenzio, persino nel raccoglimento di una chiesa in preghiera, per denunciare ciò che non andava...per dire la verità nascosta...perchè non si dicesse mai che erano stati gabbati...E fra le verità sussurrate e le ironie palesemente esposte si nasconde sempre la sincerità e la quiete. Ci si saluta così...con parole semplici e, purtroppo, un po' di circostanza...i più vicini e i più lontani, gli "immigrati" che, nel periodo della carenza, hanno dovuto cambiare terra ma restano e forse sono sempre stati legati più ai nostri posti che ai loro. Ci si guarda negli occhi e le frasi sembrano come scollegarsi...tu pronunci un "buon rientro e alla prossima occasione" loro affermano più o meno lo stesso...ma gli occhi non mentono...no quelli non possono mentire...ci si guarda e si pensa "Quando ci rivedremo di nuovo? e come saranno le nostre vite?" e i baci che elargisci e gli abbracci e le strette di mano ti sembrano un po' più vere e pure e le doni con gioia perchè davvero vorresti lasciare loro qualcosa di te, vorresti lasciare loro la certezza che ci sei, che ci sei sempre stato e che ci sarai per sempre perchè il legame di sangue per quanto debole esso sia è qualcosa che non si può negare e che si fa sentire nel tempo e nello spazio...