lunedì 13 ottobre 2008

Loop

A volte hai l'impressione di vivere in un loop. Frasi che ti vengono ripetute e sempre in modo più ravvicinato. A distanza di pochi giorni ti senti ripetere la stessa frase, uguale, immutabile...
Ognuno ha il suo personale loop...io ho il mio, da anni, sempre lo stesso, sempre più frequente. A volte ci si chiede davvero se non ci sia qualcosa in noi ad istigarlo, qualcosa che "invita" a questo. E' come se fossimo predisposti e quindi naturalmente e spontaneamente ci accadesse. E' come viaggiare su un nastro di Moebius...e non c'è fine e non c'è inizio...ma solo ripetizione delle stesse identiche scene, delle stesse identiche dinamiche. La prima volta che ti capita, pensi sia una coincidenza, pensi siano cose che capitano a tutti, la seconda è una casualità, la terza uno strano destino, la quarta...I have had enough!!!
Ed ogni volta oltre al presente, ripercorri in un colpo solo gli antecedenti ed è come viaggiare a velocità altissima sul nastro fino a perdere coscienza del prima e del dopo, fino a fondere e confondere gli scenari, le parole, i sentimenti...ripercorri tutto talmente veloce che ne fai indigestione e vorresti solo staccarti da quel piano infinito... Interrompere il loop...
il nastro di moebius torna ad essere una normale striscia di carta solo se tagliato!

mercoledì 8 ottobre 2008

Aerodynamic

A volte le vite si scelgono da sole...E' così, c'è poco da fare...le vite spesso seguono il loro corso inesorabile e le scelte di un'occasione diventano talmente radicate che sono il noi di oggi. Più volte ho affrontato questo argomento ma sempre a livello di relazioni interpersonali, oggi invece lo vedo come rapporto con il lavoro, con quello che facciamo. Oggi, mentre lavoravo ho pensato a quanto mi piace quello che faccio, a quanto stimoli la mia mente...
Ho scelto ingengeria aeronautica per una serie di motivi fra i quali forse la passione per l'argomento è il minore. Ho sempre creduto per tutti gli anni dell'univeristà di non essere veramente appassionata a quello che facevo...ero solo "capitata" lì. Spesso ho valutato l'idea che i motivi sbagliati mi avevano condotta su un percorso che non volevo veramente. Spesso ho pensato di abbandonare, di cambiare, mollare tutto e riiniziare secondo un'altra via. Non l'ho mai fatto...perchè mi piacciono le sfide, perchè se inizio qualcosa devo portarlo a termine, perchè odio far vedere che chi dubitava di me aveva ragione...perchè ci sono persone che hanno riposto la loro fiducia in te e che ti credono e, fossero anche le uniche, si meritano che tu ci metta tutte le tue energie. Il Poli è sempre stato difficile, tanti compagni vicini e tanti bocconi da buttar giù. All'univeristà, soprattutto per come è organizzata in Italia, non puoi permetterti di "alzare la testa"...se vuoi uscire devi farti umile umile e imparare a mandar giù. Questa forse è la lezione migliore che ci possa dare, impari a non essere nessuno e ti tempri per il futuro, ma ti tempri davvero. Nei periodi di esami entri in una clausura che non capisci, passi ore su equazioni e ti riempi la testa di numeri, codici, grafici...fino a non capire nemmeno più cosa siano.
I dubbi sono stati molti, mi sembrava che gli altri avessero vera passione ed io no...
Oggi invece, seguendo i miei ragionamenti sul problema che sto studiando...ho capito quanto mi mancavano le analisi aerodinamiche...Mi sono incantata davanti alla simulazione del comportamento di un fluido e mi sono persa nei miei pensieri...
Questo è il momento più bello...guardare l'aria plasmarsi sulle cose e capire che seguire il suo percorso è ancora quello che più ti piace...capire che sei un aerodinamico...e lo sei davvero.
Per questo ho cambiato tutto in aerodyn...adesso so quale lavoro cercare qualora questo non andasse...adesso so che è questo quello che mi piace...
l'aria, l'acqua, i fluidi e le loro dinamiche...progettare, veder nascere, crescere e sperimentare...
Datemi un vortice e sarò felice

sabato 4 ottobre 2008

Moire

« Notte poi partorì l'odioso Moros e Ker nera e Thanatos (morte, generò il Sonno, generò la stirpe dei Sogni;non giacendo con alcuno li generò la dea Notte oscura;e le Esperidi che, al di là dell'inclito Oceano, dei pomi aurei e belli hanno cura e degli alberi che il frutto ne portano;e le Moire e le Kere generò spietate nel dar le pene:Cloto e Lachesi e Atropo, che ai mortali quando son nati danno da avere il bene e il male,che di uomini e dei i delitti perseguono;né mai le dee cessano dalla terribile ira prima d'aver inflitto terribile pena, a chiunque abbia peccato. »
Cloto fila, Lachesi svolge sul fuso e Atropo taglia inesorabilmente. Nate dalla mente fatalista dell'uomo rappresentano il destino...questo elemento di cui nessuno vuole ammettere l'esistenza. Il destino che guida le cose, il fatalismo degli eventi. Molti si ribellano e vogliono andare contro a questa realtà, vogliono credere o illudersi che tutto possa andare diversamente, che possono cambiare le cose. Non so, forse è vero, forse no, anzi probabilmente no. Io ho sempre creduto nel destino, nelle situazioni che capitano, che avvengono e non ci puoi fare niente. In quelle realtà immutabili o in continuo movimento che ti lasciano in quieta e dolce contemplazione del mondo intorno. A volte resto perplessa di come la vita sia in grado di riportare la pace e la quiete in tutto...di come eventi tanto agognati e oggetto di preoccupazione si rivelino gesti semplici e scorrano nella naturalità del tempo, lasciandosi alle spalle delle scie delicate che si perdono rapidamente alle spalle. Momenti che non capivamo, che ci sembravano problemi o muri insormontabili, sfumano nel ricordo più in fretta di quanto crediamo e lasciano come un senso di vuoto e nulla, una pace come se fossimo immersi nell'acqua al largo di una baia coperti dall'ombra della montagna. E da questa quiete riparte tutto...come se venisse fatto un nodo al filo e si proseguisse. La strada diventa improvvisamente dritta e ritorna ad essere quella semplice e lineare della vita, quella strada a cui siamo vincolati dalla partenza, sempre grazie a quel filo di lana. Come novelli Teseo percorriamo le vie del labirinto seguendo il filo e ogni bivio, ogni scelta diventa un piccolo nodo. A volte stiamo minuti, a volte mesi, a volte anni davanti ad un bivio...poi scegliamo di sconfiggere le nostre paure e decidere. Sono quegli anni i momenti peggiori perchè, fatta la scelta di capire...dopo la quiete è assicurata... ci si trova improvvisamente su un percorso dritto e chiaro e non resta che procedere lineari e retti fino al prossimo bivio. Con il tempo il lasso fra l'incontro del bivio e la decisione diventa sempre minore...si riduce perchè l'esperienza ci ha insegnato che affrontare le cose in fretta porta più rapidamente ad una nuova quiete.
Da qualche parte lungo il percorso troveremo Minosse...e allora starà a noi scegliere se sia un nemico o, come Borges disse, un semplice essere sperduto nel suo labirinto tanto quanto lo siamo noi.
Davanti ora ho solamente una retta, chissà cosa ci sarà oltre questi primi metri che vedo...mi incammino.

venerdì 3 ottobre 2008

why washington is not here?


Well, this post it's for a unique person. He is understanding.

sabato 27 settembre 2008

i tempi delle medie ritornano

"Non ho mai avuto amici come quelli che avevo a dodici anni. Gesù, chi li ha?" Stephen King "Stand by me"

Due settimane di vicende strane mi riportano indiscussamente ai tempi delle medie! La mia migliore amica è con me da allora e sebbene non intensamente ma ci vediamo. E questa settimana ben due persone del mio passato si sono rifatte vive e vere...quindi mi sembra doveroso dedicare a loro queste mie rilessioni. L'amicizia e il modo di essere amici cambiano negli anni, ne riflettavamo sempre anche con le mie coinqui a milano. Più cresci meno perdoni. Agli amici di vecchia data hai perdonato tante cose e tante ne perdoni ancora ma il motivo c'è...è perchè siete insieme da sempre, è perchè quasi quasi non riesci a ricordare un "senza di loro", ci sono dei buchi nelle vite di entrambi in cui non c'eravate, dei buchi magari anche di anni...ma è diverso, i buchi non pesano come un "non c'era". I buchi si riempiono e c'è forse anche la voglia di riempirli per collegare la persona che era con quella che hai davanti ora. Mentre invece spesso il passato non si colma, nelle amicizie "nuove" si tende a non definire un "prima" ma solo un adesso. E per questo siamo meno propensi a perdonare sgarbi, mancanze di tatto, gesti che agli altri nemmeno contiamo. I gesti delle figure del nostro passato sono stati inglobati negli anni, si sono come diluiti e, crescendo insieme, o vicini abbiamo imparato a fare di quelli le caratteristiche di chi ci è accanto. Sono i casi della vita, non ci si può fare niente. La scorsa settimana mi ha contattato un mio amico delle medie, ricordo ancora molti momenti insieme, quando lanciavamo palline di carta sulla prof di inglese, quando gli infilavo la matita a mine nel fianco come una spada...e mille altre vicissitudini. L'ho perso per anni e adesso ho voglia di rivederlo, di ricollegare il tutto. Oggi ho rivisto invece la mia amichetta dell'asilo, elementari, medie insieme, stesso liceo ma ci siamo perse di vista, università completamente in due città diverse e adesso ci ritoviamo. Fattore scatenante, la nostra insegnante dell'asilo si sposa (ebbene sì oltre, oltre i 50 si sposa) e allora tutti gli alunni "storici" sono convocati a farle una sorpresa. Quando mi chiama riconosco ancora il numero, lo vedo e dico...io questo numero lo so è lei...provo a digitarlo, inconfondibile, forma una freccia sulla tastiera. E oggi ci siamo riviste...due tragitti in macchina e ci aggiorniamo sulle nostre due vite, sugli anni bui di noi due. Resta la voglia di rivedersi, di ritrovarsi, di comunicare di nuovo. Escono racconti di vicende che non ho detto ad altri, escono con lei perchè è lei, perchè adesso c'è e c'era alle medie e...beh escono anche senza un perchè. In poche frasi dipingiamo l'un l'altra i tratti di due vite diverse. Bastano poche frasi sì per capire un mondo di sofferenze e riflessi dietro...non ci vuole di più e il perchè è chiaro...sta in quell'asilo, elementari, medie...tutti passati insieme come in simbiosi. Sta nel non essersi mai veramente perse perchè fra mamme, amici parenti...sapevi sempre qualcosina dell'altra. Ci troviamo oggi, in un momento in cui entrambe stiamo evolvendo e vogliamo cambiare, vogliamo qualcosa di diverso. Ci troviamo e siamo donne, è strano da dirsi ma siamo donne...non siamo le bambine di allora, nè le adolescenti...abbiamo scelto due vite diverse, simili ma diverse e dopo anni ci accorgiamo tuttavia che il modo di vedere le cose è più o meno lo stesso. L'imprinting non cambia. Ho sofferto della nostra amicizia, spesso, non lo nego...come in tutte le amicizie, soprattutto fra donne, ci sono quelle sofferenze dettate dal confronto, dettate dal fatto che c'è sempre una che "tira" e l'altra sta nell'ombra. Nell'amicizia, come in qualsiasi altro sentimento altrettanto forte, c'è sempre del dolore. Ci sono cicatrici che ti porti dentro, e rivederla me le fa comprendere. Ma sono serena. Adesso sono sfumature di noi, di due ragazzine, adolescenti diverse. Mi viene da sorridere a ripensare a noi due. Non ci siamo mai "scelte", era stata proprio l'insegnante delle materne ad abbinare le nostre due famiglie come un "gioco delle coppie" e da lì si era evoluto tutto. Fino al tempo della terza media quando ciascuna di noi aveva trovato qualche altra persona che seguiva il suo essere in modo più adeguato. Io ho trovato la mia attuale migliore amica, lei un'altra amica (per un po' eravamo noi tre, poi mi sono staccata). Il liceo poi ha portato le "rotture" definitive...loro due in classe insieme, io ho scelto una via completamente diversa, diversa anche dalla mia nuova migliore amica. I legami così stretti non mi sono mai piaciuti. E poi, lo sappiamo tutti, il liceo è un periodo duro da passare, ha strascichi infiniti che ti seguono ovunque. In quei 5 anni ho vissuto periodi così bui da non voler nemmeno pensarci ed altri meno ma comunque significativi. Ho vissuto i miei momenti ribelli, quelli contro il sistema, quelli contro anche quelli che vanno contro il sistema. I periodi dei gruppi che suonano, del figo del 5 anno...insomma il liceo...ma lasciamo stare. Ora ci ritroviamo e voglia uscire di nuovo sia con il mio amico che con lei...vediamo...forse erano la svolta che aspettavo.

martedì 23 settembre 2008

Piede sinistro

Viaggiatore ti è mai capitato di svegliarti con il piede sinistro e non sai perchè...Oggi mi è successo...strano perchè per come è posizionato il mio letto è fisicamente improbabile buttar giù prima il sinistro...ma si vede che ci sono riuscita e alla grande. Oggi un pit-bull prenderebbe paura di me...ripensando ad alcune cose fatte prenderei paura io stessa di me. Cerco di capire cos'è il fattore scatenante ma forse è solo che oggi mi andava di dire le cose in faccia alla gente e vari filtri che uso di solito nella comunicazione sono un po' andati a quel paese...o magari oggi c'erano le pulizie nel mio cervello e i filtri proprio non erano presenti per manovalanza...chissà. Pentita? Adesso come adesso davvero no...c'è un ulteriore sassolino (ino mica tanto) che vorrei togliermi dalla scarpa ma non ho voglia di spendere altri 10 sms...Ho infierito via mail, via cellulare e un poco anche di persona...viva l'era della comunicazione. Però oggi proprio mentre pensavo ad una cosa ho vissuto una situazione di tilt...ho sentito una parte di me che diceva "ecche cccavolo...basta pensare sempre agli altri e nessuno pensa a te...che c'hai scritto gioconda o ufficio consulenze di vita? sempre sta merda di ruolo...diventa un po' bastarda inside." Quindi ecco il mio nuovo seguitissimo motto!!! Vado a periodi ma quando ci vuole ci vuole...l'unica cosa che mi scoccia d'avvero è la gente che poi viene a chiederti di giustificare e si interessa...finti, non gli importa un fico secco a nessuno ma fa impegnato andare ad informarsi. Un'altra considerazione è che forse era la settimana della rabbia che finalmente si scatenava...sono ferma su la via dell'artista all'inizio della terza settimana da quando ho capito che dormire la mattina è meglio però è due notti che mi sveglio quasi mezz'ora prima della sveglia (sarà un segno) e oggi ho sperimentato questa rabbia che mi rode e le eliche che mi girano da morire...sarà che è ora di entrare in questa fantomatica terza settimana (definita settimana della rabbia). Forse è semplicemente ora di quel cambio di vita che mi preparo da mesi senza riuscire a concretizzarlo...Mi son lasciata travolgere da eventi e situazioni e adesso sento la voglia e il bisogno di "pulirmi", fare piazza pulita e ricominciare da capo, da un'altra parte, con altra gente...Chissà, sarà la mia periodica inquietudine che si ripresenta come il vento a chiamarmi...Non riesco proprio ad immaginarmi in modo statico...ci sono momenti in cui mi sembra che mi si stia chiudendo una rete attorno e mi manca l'aria...divento rabbiosa, agitata, e devo scappare, devo cancellare, resettare qualcosa, qualcuno, tutti...i primi a sparire sono gli sms, conservati per motivi vari, spariscono e questo indica che le persone che li avevano scritti stanno pian piano sparendo anche loro...E' da un po' che li cancello appena arrivano...mi danno proprio fastidio a restare lì, mi irritano, un senso di fuori posto che mi fa venire l'orticaria. In questi periodi prenderei il cellulare e lo farei volare dalla finestra...oggi tornando a casa in macchina ho avuto la forte tentazione di estrarre il cd dal lettore, abbassare il finestrino e fargli fare un volo in corsa stile frisbee, l'alternativa era distruggerlo fra le mani...Mi sono trattenuta ma solo perchè avevo paura volasse in testa a qualcuno e mi fermasse la polizia. Adesso come adesso mi metterei nel mio bozzo e aspetterei il domani, giornata che so inizierà bene perchè ho un incontro che mi piacerà ma temo la giornata non sia finita...se faccio finta di niente e mi infilo a letto? Li inganno? cellulare off e maledetto il suo inventore

lunedì 8 settembre 2008

Inquietudini

Il tempo passa velocemente e mi ritrovo alla vigilia del nuovo lavoro...Pensavo in questi mesi di essermi creata un equilibrio su cui costruire, sono invece costretta ad ammettere che sono ancora preda delle inquietudini e che i fatti della vita mi sconvolgono. Quanto sarebbe tutto più facile se prendessimo ciò che viene e sarà senza porci troppe domande e senza stare a passare ore a ragionare sui come, sulle paure che ci minano ogni giorno. Non l'ho mai negato e mai lo negherò...io ho paura di qualsiasi cosa, i rischi di ogni azione in qualsiasi campo della vita sono così alti...e la paura di perdersi per qualcosa che non è andato come si voleva, la paura di cadere e non riuscire più a rialzarsi. Ma come si fa a capire quando è il caso di andare a vedere le carte per vincere la partita? Non lo so, non lo so davvero. Mi indago e penso che a volte ci vuole davvero solo un po' di coraggio in più, ma non riesco a capire se mi manca il coraggio o è la mia razionalità a tenerlo a bada. Pensare e rimuginare su tutto fa davvero bene come si crede? Non sarebbe bene lasciarsi guidare un po' di più dall'istinto? e quanto ogni sconfitta è davvero una perdita? Non sono forse anche le sconfitte dei guadagni. Più lavoro sulla mia paura di tutto più mi accorgo che non riesco a fare progressi...resto ancora paralizzata nei miei gesti. Come se ci fosse un inconscio anestetico che mi ferma.