venerdì 6 giugno 2008

Antonio Tabucchi

Adoro il suo modo di scrivere...ogni suo libro, fin dall'inizio mi apre dei nuovi mondi...per lui, per te Viaggiatore..."Tristano Muore" (leggi pure tanto sono davvero solo i primi paragrafi e non c'è spoiler).

"Ci vorrebbe una memoria d'elefante, ma noi uomini non ce l'abbiamo, forse un giorno la inventeranno elettronica, chissà, una scheda piccola come un'unghia che ci infileranno nel cervello, dove è registrata tutta la nostra vita...A proposito di elefanti, fra tutti i riti funebri che le crature di questo mondo hanno escogitato, ho sempre ammirato quello degli elefanti, hanno una strana maniera di morire, la conosci? Quando un elefante sente che è arrivata la sua ora si allontana dal branco, ma non va da solo, sceglie un compagno che vada con lui, e partono. Cominciano a camminare nella savana, spesso al trotto, dipende dall'urgenza del moribondo...e vanno e vanno, magari per chilometri e chilometri, finchè il moribondo non decide che quello è il posto per morire, e fa un paio di giri tracciando un cerchio, perchè sa che è arrivato il momento di morire, la morte se la porta dentro ma ha bisogno di collocarla nello spazio, come se si trattasse di un appuntamento, come se desiderasse guardare la morte in faccia, fuori da lui, e le dicesse buongiorno signora morte, sono arrivato...il suo è un circolo immaginario, naturalmente, ma gli serve per geografitizzare la morte, se posso dire così...e in quel cerchio ci può entrare solo lui, perchè la morte è un fatto privato, molto privato, e non ci può entrare nessuno oltre a chi sta morendo...e a quel punto dice al compagno di lasciarlo, addio e tante grazie, e quello ritorna al branco...Da giovane ho letto Pascal, a quel tempo mi piaceva, specie per il suo giansenismo, era tutto così bianco e nero, in montagna, bisognava fare delle scelte precise, o di qua o di là, o bianco o nero, poi la vita si incarica di portare il chiaroscuro...Però di Pascal mi è sempre piaciuta quella sua definizione, una sfera il cui centro è dapertutto e la circonferenza in nessun luogo, mi fa pensare agli elefanti...E questo in qualche modo c'entra con quello che ti ho chiamato a fare...come ti dicevo ti ci vorrà un po' di pazienza, perchè per la mia ora c'è ancora tempo, però è per questo che sei accorso subito a trottare con me, per fare compagnia al moribondo...Il mio cerchio lo so solo io, so quando arriverà il momento, è vero che è l'ora che ci sceglie ma è vero anche che si deve essere d'accordo che lei ti scelga, è una decisione che prende lei ma che in fondo devi prendere anche tu, come se fosse una scelta alla quale ti stai solo arrendendo...Per ora trottiamo insime, apparentemente in avanti, anche se in realtà andiamo all'indietro, ma vado indietro per arrivare al mio cerchio, che è avanti. Tu intanto ascolta e scrivi, quando sarà arrivato il momento di salutarci te lo dico io."

giovedì 5 giugno 2008

Complici

Viaggiatore oggi riflettevo sulla complicità fra le persone, sull'intreccio di parole e sensazioni che ci si comunica, su quelle complicità che evolvono in amicizie fino al punto da diventare vincoli imprescindibili dell'essere. Quelle complicità che creano le certezze di una vita. Quelle complicità su cui puoi costruire i ricordi migliori di un'esistenza. Su quelle complicità talmente devastanti che ti portano a scelte difficili. Le relazioni, i legami fra le persone, capitano, sono fenomeni che semplicemente accadono...è come riconoscersi fra mille, inutile negarlo, non tutti sono fatti per vivere relazioni "estreme", per quanto restino rapporti mentali e non fisici e, forse proprio per questo prosciugano, viverli è come sentirsi svuotati e colmati al tempo stesso. Arrivi al culmine del legame e sai che ogni passo, qualsiasi passo tu faccia, comincerai la parabola discendente...e cerchi, cerchi una via per restare sempre sul picco...ma non esiste. Quello che resta però è la convinzione di aver diviso. E' questo il momento che più mi piace, forse ancor più del picco...quando cominci a scendere e ti rendi conto che, anche se forse con meno intensità, hai creato una complicità eterna. Sei stato cambiato, sai benissimo di non essere più allo stesso punto di dove eri prima di conoscere quella persona. Ci sono aspetti di voi due che sono e resteranno sempre vostri, nessuno ricoprirà il ruolo che tu avevi nei suoi confronti e nessuno ricoprirà il ruolo che quella persona aveva nei tuoi. Questa è la sensazione che resta, devastante, incisa sulla tua pelle. Alla vita il compito di far evolvere le situazioni, let it all go. Che ne sarà di noi...non lo so. E non mi importa.

"I think I lost another friend today
he said he's got to go but he'd like to stay
is it because we don't see life the same way
or maybe I should lie and say everything's ok
everything's ok
I think I lost another friend today
she said she's got to go but she'd like to stay
is it because we don't see love the same way
or maybe I should lie and say everything's ok
everything's ok
or maybe I should lie and say
well everything's ok"

"I left you 'Cause it seemed to hurt us less than if I stayed "

mercoledì 4 giugno 2008

E' possibile?

Viaggiatore, ti è mai capitato di conoscere una persona che si descrive come se non avesse sentimenti, che ripete in continuazione che quello che conta sono aspetti della vita importanti ma privi di sensazioni emotive? Non so perchè ma non credo mai a chi descrive così la sua esistenza...ho sempre l'impressione che dietro queste affermazioni ci sia uno sfondo di questioni irrisolte e profonde...così profonde che non si ha nemmeno il coraggio nè la voglia di portarle a galla per affrontarle. E' come se continuando a dire che nulla importa stesse convincendosi da sola di quello che dice. Questa è sempre la mia impressione ma forse è solo l'impossibilità mia di credere nell'assenza di una qualsiasi passione che guidi l'essere umano. Forse, più semplicemente, è perchè anche io spesso nego mi importino alcune cose ma dicendolo so benissimo che è una facciata che assumo, una difesa che mi creo per continuare a nascondere la realtà. Per non mostrare agli altri quello che non ho nemmeno il coraggio di mostrare a me. Alla fine siamo tutti come degli iceberg. Quello che diciamo e facciamo vedere non è che la misera parte di quello che siamo. Quanto valore ha il nascondere se stessi?

giovedì 22 maggio 2008

...Sognare...

"Chi sogna di giorno conosce cose che sfuggono a chi sogna solo di notte." (E.A.Poe)

Viaggiatore, riprendiamoci un po' il diritto di sognare quando ci pare e piace, giorno notte...ad ogni ora. Perchè quanto è bello fantasticare e perdersi un attimo nel ricordo di sensazioni, odori...coinvolgere tutti e 5 i sensi in un gioco della mente. Sognare ad occhi aperti può forse essere il primo passo per cambiare il mondo, no? Non sono forse i più grandi inventori e scienziati e politici dei sognatori? Sognano qualcosa di diverso, sognano di poter fare la differenza, sognano che tutto vada come sperano...e la loro potenza risiede proprio in questo sogno, risiede nel volere, nel volere strenuamente qualcosa, nel pensarlo al punto da cogliere quel sogno che aleggia e renderlo concreto, reale , quotidiano...
Viaggiatore adesso figurati il tuo sogno davanti, desideralo, sentilo, sentine l'odore, la consistenza al tatto, il sapore, il suono...non ti sembra sia lì...non ti sembra che sia già un po' più reale?

mercoledì 21 maggio 2008

Aspettare

"Se sai aspettare senza stancarti di aspettare..." (R.K)

Viaggiatore, R.K, sta per Rudyard Kipling e la poesia è "Se"(IF) notissima e inflazionata poesia che cerca di spiegare come diventare veri uomini...Una serie infinita di se che se seguiti correttamente dovrebbero permetterti di arrivare ad essere...Ci sono cresciuta con questa poesia...penso che sia stata attaccata su ogni armadio di ogni camera abitata nella mia vita...(sì beh ce ne sono state 3-4)...un piccolo mantra...regalatomi da mia madre...e mandato a memoria.
Rileggendola capirai quanto alcuni siano davvero difficili..."Se riesci ad accettare di vedere le cose per le quali ha dato la vita distrutte ed umiliarti a ricostruirle con i tuoi strumenti ormai logori...[...]...se riesci ad accettare di vedere la verità che tu hai detto distorta da imbroglioni che ne fanno una trappola per ingenui" e molte altre sempre meglio...Devo dire che su quasi tutte mi ci sono messa d'impegno e aspettare è una di queste. In genere non mi è mai pesato troppo aspettare, mi pesa arrivare in ritardo quello sì, ma aspettare no, non in genere almeno. Probabilmente perchè sono un'osservatrice e aspettare ti permette di prendere possesso degli spazi attorno e di guardare la società nella sua interezza. Aspettare ti dona la possibilità di guardare. In un film si sosteneva quanto fosse bello andare in aeroporti o stazioni e semplicemente guardare...adesso come adesso lo farei appositamente...lasciamo stare gli aeroporti dove potrei passare intere giornate senza annoiarmi, ma lì c'è la deformazione professionale che interviene...ma lo stesso per le stazioni. Ricordo ancora la stazione di Milano e le attese dei treni italiani...viva le FS con i loro ritardi cronici. Ad ogni modo ogni posto è buono. In ogni compagnia c'è il perenne ritardatario...per cui basta solo organizzarsi per uscire con quello ed ecco a voi l'occasione di aspettare servita su un piatto d'argento...Provateci e scoprirete un mondo. Non sempre ho voglia di aspettare per cui mi porto anche un libro piccolo e leggero in borsa...chè poi leggere finchè si aspetta qualcuno è spettacolare.
Comunque il bello è guardare le persone attorno...gli altri che chiaccherano o magari aspettano. La ragazza sulla panchina che aspetta mandando sms in giro per il mondo e chissà se li avrebbe mandati ugualmente...poi arriva chi aspettava e alza lo sguardo...cellulare dimenticato!
Quello che fa avanti e indietro in attesa e guarda a destra, a sinistra...indeciso su da dove possa arrivare la persona attesa...che comunque arriverà sempre da dove non sta guardando...
Il gruppo di amici che chiacchera, con il tipo al centro dell'attenzione e quello in disparte...messi a cerchio ma con qualcuno che un po' se ne distanzia e qualcuno che invece è dentro il cerchio...
E poi che spettacolo sono gli sguardi quando finalmente arriva chi si sta aspettando...le battute, i silenzi, i musi arrabbiati, quelli rassegnati...le braccia aperte a giustificarsi...il magico mondo di gesti del corpo di chi è aspettato e di chi aspetta...Un universo di sensazioni e di dinamiche sociali che non stanca mai...Un libro non scritto ma recitato...
Viaggiatore...non ti è venuta forse voglia di appostarti di fronte a qualche cinema e locale e guardare un attimo la profondità dell'essere umano?

martedì 20 maggio 2008

memorandum

Viaggiatore,
per ora condivido per te questi link...a breve il dettaglio su come ci sono arrivata nonchè discussioni sul di loro:

www.anobii.com

http://www.wumingfoundation.com/

http://sergiopaoli.splinder.com/

Ovviamente se ti iscrivi ad anobii mi trovi come Nailo...

lunedì 19 maggio 2008

FTS ovvero Fa Tutto Schifo

Viaggiatore...
questo post in onore del movimento FTS creato dai miei amici...c'è persino un intero blog (http://fatuttoschifo.netsons.org/) che tratta la teoria del Fa Tutto Schifo che si può poi evolvere in FTPS (Fa Tutto Parecchio Schifo) o quanti altri rafforzativi vogliate aggiungere per esprimere il concetto intensificandolo in base alla condizione del caso (attenzione all'abbreviazione però). La teoria prende il suo fondamento nel periodo universitario dove, costretti dalla dinamica del sistema italiano, a mandar giù senza possibilità di appellarsi, ogni insulto o maltrattamento che ci viene fatto, si arriva al 5° anno in cui ti rendi conto che FTS...andando avanti ci si laurea e lì la maggior parte di noi era passata ad un più moderato FTPMS (Fa Tutto Parecchio Meno Schifo)....labile credenza perchè dopo nemmeno tre mesi di lavoro la frase di tutti era tornata la più affezionata FTS...Questo ha permesso di articolare ancora meglio la teoria FTS...la felicità non esiste, è solo una parvenza del FTS perchè è ad esso intrinsecamente legata...il mondo è permeato dallo schifo e non c'è via di scampo...la felicità è un'illusione che ti crea lo schifo per farti andare avanti...
Diciamo che FTS è un'evoluzione moderna dello Sturm und Drang tedesco...
Da incorreggibile ottimista che crede in un futuro migliore non mi sono mai fregiata della frase FTS anche se devo dire che chiaccherando con i fondatori del movimento li ho sempre trovati molto convincenti...d'altra parte anche io meno di un anno fà ero immersa nello schifo...
Lascio a voi la scelta da che parte stare! C'è addirittura uno splendido sondaggio sul blog dove potete votare da che parte stare...Io non ho votato, mi tengo distante...forse se lo ingoro lo schifo non mi segue...